Calendario della Frutta e Verdura di Stagione 2021

Appunti di Ingegneria Culinaria
Il calendario della frutta e verdura di stagione è uno strumento utile per conoscere quali prodotti sono naturalmente reperibili sul mercato
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Gli organismi vegetali, così come gli organismi animali tra cui noi esseri umani, anche, sono costituiti per la maggior parte dagli elementi racchiusi nell’acronimo CHNOPS, quali il carbonio (C), l’idrogeno (H), l’azoto (N), l’ossigeno (O), il fosforo (P) e lo zolfo (S).

Maggiori informazioni sono disponibili nell’approfondimento dedicato alla Chimica degli Alimenti.

Le STAGIONI sono i quattro periodi temporali distribuiti durante l’anno solare, ognuna della durata di tre mesi, definite in due modi:

  • suddivisione ASTRONOMICA, per mezzo dell’intervallo di tempo che intercorre tra un equinozio e un solstizio, indipendentemente dalla latitudine e dalla collocazione geografica;
  • suddivisione METEOROLOGICA, che tiene conto dei mutamenti climatici e ambientali che avvengono in un dato luogo nel corso dell’anno, e pertanto non coincide necessariamente con la suddivisione astronomica delle stagioni.

Questa premessa è molto importante per comprendere non soltanto il valore della vita delle piante e delle verdure, scandita dal susseguirsi delle stagioni, ma soprattutto per il contributo in principi nutritivi che apportano al nostro organismo: quando parliamo di stagionalità della frutta e della verdura ci riferiamo esclusivamente alla suddivisione meteorologica delle stagioni che caratterizza le condizioni climatiche delle diverse zone del nostro pianeta, permettendo l’agricoltura di specie diverse di frutta e verdura.

I mutamenti di una quercia nel corso delle quattro stagioni.

Approfondimento sulle Stagioni

SOMMARIO
Le Zone Climatiche
L’influsso delle Latitudini
L’influsso dell’Inclinazione della Terra
Stagioni Astronomiche
Stagioni Meteorologiche


Le Zone Climatiche

In climatologia una zona climatica è una fascia del pianeta Terra che si caratterizza per un determinato tipo di clima (in buona parte legata alla latitudine e alla distribuzione delle terre emerse), a cui spesso si associa un cosiddetto bioma nella biosfera.

Esistono diverse ZONE CLIMATICHE:
polare
subartico (tundra)
boreale
temperato
subtropicale
tropicale

Le stagioni variano a seconda della fascia in cui si trovano, ad esempio nella fascia equatoriale vi sono solo 2 stagioni contro le 4 delle latitudini temperate.

l clima nelle varie zone della terra è determinato da vari fattori e/o componenti:

  • Latitudine: le temperature diminuiscono avvicinandosi ai poli in quanto cambia l’angolo di inclinazione dei raggi solari che colpiscono la terra in quel punto
  • Presenza di mari e correnti (calde o fredde)
  • Attività umana: gli insediamenti industriali e agricoli modificano gli ambienti e determinano i caratteri del paesaggio
  • Atmosfera: grazie alla sua composizione fa da schermo alle radiazioni solari filtrandole, regola l’azione di riscaldamento mantenendo costante la temperatura evitando la dispersione del calore nello spazio, permette che si compia il ciclo dell’acqua.
  • Presenza di venti

Ci sono moltissime situazioni climatiche differenti sulla Terra date dalle molteplici combinazioni tra i fenomeni sopra descritti, quindi si devono fare delle semplificazioni per riuscire a classificarle in modo generale, un metodo efficace è basato sulle diverse condizioni di irradiazione dovute al fatto che l’asse terrestre è inclinato e la Terra compie un leggero movimento ondulatorio chiamato precessione. Le tre zone climatiche sono quindi composte da cinque zone distinte delimitate da 4 paralleli.

Zona TROPICALE ed EQUATORIALE

La zona torrida è compresa tra il Tropico del Cancro a Nord ed il Tropico del Capricorno a Sud ed è caratterizzata da un clima costantemente caldo e da dì e notti sempre prossime alle 12 ore di durata oraria: i raggi solari vi giungono perpendicolari perciò vi è la massima intensità di assorbimento e conseguente riscaldamento. Vi si distinguono varie zone a seconda dell’umidità:

  • regioni umide: presentano le foreste pluviali sfavorevoli all’insediamento umano
  • regioni aride: clima continentale con gli altipiani caratterizzati dalla savana, più adatti alla vita umana
  • regioni desertiche: estrema aridità e assenza di vegetazione ad eccezione delle oasi
  • ci sono forti escursioni termiche

Zone TEMPERATE
La zona temperata è suddivisa in due zone: la prima compresa tra il Circolo polare artico (Boreale) ed il Tropico del Cancro; la seconda compresa fra il Tropico del Capricorno ed il Circolo polare antartico (Australe) ed è caratterizzata da una netta suddivisione delle quattro stagioni ed una durata del di e della notte variabile durante l’arco dell’anno: qui i raggi solari vi giungono obliqui con minore assorbimento e riscaldamento. Tra le due zone si distinguono vari climi.

Il clima mediterraneo
Le temperature sono comprese tra i 10 °C e i 25 °C. Gli inverni sono brevi e miti con piogge concentrate, mentre le estati sono lunghe e calde con scarse precipitazioni. Il paesaggio più comune offre alberi da frutta e alberi che sopportano bene la siccità come nella Macchia Mediterranea. È l’ambiente ideale per l’insediamento umano che può sviluppare bene allevamento e agricoltura.
Il clima oceanico
È caratterizzato da inverni miti ed estati fresche con temperature tra gli 8 °C e i 15 °C; le piogge sono equilibrate durante tutto l’anno, ciò rende il paesaggio verdeggiante con pascoli, campi coltivati e boschi di piante decidue e la popolazione ben insediata perché il clima favorisce l’agricoltura e l’allevamento.
Il clima montano
Le temperature vanno tra i 15 °C e i -8 °C con inverni rigidi, estati fresche e forti escursioni termiche diurne. Le precipitazioni sono abbondanti durante tutto l’anno e il paesaggio è vario a seconda dell’altitudine, va da boschi di castagne e querce a foreste di conifere, da pascoli a roccia e ghiacciai. La popolazione è scarsa per via della grande varietà di paesaggi ed ha imparato a sfruttare i pascoli, i boschi e ad invogliare il turismo.
Il clima continentale fresco
È caratterizzato da inverni freddi ed estati calde con temperature tra i -6 °C e i 25 °C con piogge frequenti tutto l’anno. Il paesaggio offre boschi di aghifoglie e latifoglie e la steppa; la popolazione è numerosa grazie agli ampi spazi che possono essere dedicati sia all’allevamento che all’agricoltura.
Il clima continentale freddo
Le temperature sono comprese tra i -10 °C e i 20 °C e presenta inverni rigidi ed estati fresche con precipitazioni concentrate nel periodo estivo. Sono frequenti foreste di conifere, querce, faggi e betulle. La popolazione diventa più rada con l’aumento della latitudine e si è specializzata nello sfruttamento dei boschi, nella coltivazione di segale, avena e patate.

Zone POLARI
Va dal Circolo polare artico al Polo nord. È una zona a difficile insediamento umano (inuit), che si è specializzato nell’allevamento di renne e nella pesca, a causa delle temperature estremamente rigide(8 °C in estate e -15 °C d’inverno), i ghiacci perenni e l’assenza di vegetazione. Costituita dalla banchisa e da zone di terraferma coperta da una calotta polare dove, nel disgelo estivo, riescono a crescere muschi e licheni. Caratterizzata da freddo e gelo con scarse precipitazioni e tutte nevose. Il paesaggio è dato dalla tundra e dalla taiga più a sud.

La zona artica
Va dal Circolo polare artico al Polo nord. È una zona a difficile insediamento umano (inuit), che si è specializzato nell’allevamento di renne e nella pesca, a causa delle temperature estremamente rigide(8 °C in estate e -15 °C d’inverno), i ghiacci perenni e l’assenza di vegetazione. Costituita dalla banchisa e da zone di terraferma coperta da una calotta polare dove, nel disgelo estivo, riescono a crescere muschi e licheni. Caratterizzata da freddo e gelo con scarse precipitazioni e tutte nevose. Il paesaggio è dato dalla tundra e dalla taiga più a sud.
La zona antartica
Va dal Circolo polare antartico al Polo sud. È un vero e proprio continente sopra al quale le colate glaciali si riversano in mare. È disabitato dall’uomo per il suo clima estremamente rigido molto simile a quello della zona artica, tuttavia riescono a sopravvivere numerosi animali.

L’influsso delle Latitudini

La suddivisione meteorologica delle stagioni varia approssimativamente sulla base delle seguenti zone astronomiche, per effetto dell’inclinazione dell’asse terrestre e della latitudine:

  • nelle zone temperate si distinguono in genere quattro stagioni meteorologiche più o meno simili a quelle astronomiche, ma la loro durata varia a seconda della latitudine e del microclima locale indotto dalla geografia circostante;
  • nelle regioni polari generalmente si distinguono due sole stagioni (spesso denominate sole di mezzanotte e notte polare, oppure semplicemente estate e inverno) determinate dalla presenza o meno del sole sopra l’orizzonte.
  • anche nelle zone tropicali, infine, si preferisce suddividere l’anno in due sole stagioni, definendole stagione delle piogge e stagione secca (anche se spesso sono presenti anche una stagione calda ed una fredda), determinate dai principali mutamenti climatici annuali.

Mappa animata dell’avvicendarsi delle stagioni sulle diverse zone climatiche col passare dei mesi.


L’influsso dell’Inclinazione della Terra

Come già accennato, il cambiamento delle stagioni è determinato dall’inclinazione dell’asse di rotazione della Terra, che va a mutare l’angolo di incidenza dei raggi solari sulla sua superficie.

Quando un emisfero si trova in inverno, questo è dovuto al fatto che i raggi solari colpiscono la superficie con una minore inclinazione rispetto all’orizzonte; come conseguenza si ha un minore grado di irraggiamento, l’atmosfera e la superficie assorbono meno calore e tutto l’emisfero risulta più freddo. Quando viceversa in un emisfero è estate, i raggi tendono al perpendicolo rispetto all’orizzonte e sia l’atmosfera sia la superficie assorbono maggior calore, con un conseguente aumento di temperatura.

La diversa inclinazione della Terra rispetto al Sole a seconda delle stagioni.

L’effetto delle stagioni è sempre più evidente a mano a mano che dall’equatore ci si sposta verso i poli perché, a causa della diversa inclinazione della superficie terrestre rispetto ai raggi solari, la differenza di calore assorbito tra la condizione di massimo irraggiamento e quella di minimo irraggiamento diventa sempre più grande con l’aumentare della latitudine. Il ciclo delle stagioni di un emisfero è l’opposto di quello dell’altro. Quando è estate nell’emisfero boreale è inverno nell’emisfero australe e quando è primavera nell’emisfero boreale è autunno nell’emisfero australe.

L’inclinazione è di circa 23°27′ rispetto alla perpendicolare al piano dell’eclittica. Se l’asse di rotazione fosse perfettamente perpendicolare al piano orbitale non esisterebbero le stagioni astronomiche, in quanto l’esposizione al calore e alla luce in una data porzione del pianeta sarebbe costante durante l’anno. L’equatore, con il Sole perennemente allo zenit, avrebbe la massima insolazione, mentre i poli sarebbero sempre freddi, con il Sole costantemente sulla linea dell’orizzonte; non si parlerebbe di tropici (le latitudini più vicine all’equatore in cui il Sole può raggiungere lo zenit) e di circoli polari (le latitudini più vicine ai poli, in cui vi è almeno un giorno senza luce); il clima sarebbe di massima determinato solo dalla latitudine e non dal periodo dell’anno; la durata della notte sarebbe uguale a quello del dì in qualsiasi punto della Terra (in quanto non vi sarebbero solstizi, solo un perenne equinozio), eccezione fatta per i poli. Eventuali variazioni climatiche sarebbero dovute a spostamenti di masse d’aria dalle regioni a diversa temperatura, benché non si potrebbe definirle “stagioni meteorologiche” in senso stretto.

A causa dell’inclinazione terrestre, l’emisfero boreale riceve il massimo dell’irraggiamento solare (in termini di calore) il giorno del solstizio d’estate mentre l’emisfero australe riceve il minimo irraggiamento solare nello stesso giorno e viceversa per il solstizio d’inverno. I solstizi però, nonostante rappresentino i massimi e i minimi in termini di irraggiamento solare, non coincidono, di solito, con il giorno più caldo o più freddo sulla Terra perché interviene l’azione termoregolatrice del mare che fa riscaldare o raffreddare più lentamente il pianeta, ritardando leggermente le varie stagioni grazie all’altissima capacità termica dell’acqua che costituisce il 70,8% della superficie terrestre.

Essendo inoltre l’orbita terrestre ellittica (con eccentricità pari a 0,0167), con il Sole in uno dei suoi fuochi, durante l’anno la Terra passa da una distanza minima dal Sole (perielio) a una massima (afelio). Il perielio viene raggiunto approssimativamente all’inizio di gennaio, nell’inverno boreale; l’afelio è raggiunto all’inizio di luglio, nell’inverno australe. Questa situazione è destinata a cambiare nel corso dei prossimi millenni a causa della lenta precessione dell’orbita terrestre (precessione anomalistica), che insieme a quella degli equinozi compie un ciclo completo in 25.800 anni (cicli di Milanković).


Stagioni Astronomiche

Le stagioni astronomiche sono quelle comprese tra equinozi e solstizi, corrispondenti alle quattro zone in cui è divisibile l’ellisse tracciata dall’orbita terrestre intorno al Sole. Siccome queste non sono precisamente uguali, allora anche la durata della relativa stagione astronomica è differente:

  • La primavera boreale corrisponde all’autunno australe: dal 21 marzo al 21 giugno (93 giorni circa);
  • L’estate boreale corrisponde all’inverno australe: dal 22 giugno al 22 settembre (93 giorni circa);
  • L’autunno boreale corrisponde alla primavera australe: dal 23 settembre al 21 dicembre (90 giorni circa);
  • L’inverno boreale corrisponde all’estate australe: dal 22 dicembre al 20 marzo (89 giorni circa).

Posizione del Sole e della Terra nel corso delle stagioni: la linea dei solstizi e quella degli equinozi ad essa perpendicolare dividono l’ellisse dell’orbita terrestre in quattro zone, non identiche, corrispondenti alle stagioni astronomiche. Attualmente la linea dei solstizi forma un angolo di 10° con l’asse maggiore dell’ellisse ma, per il già citato fenomeno della precessione anomalistica la posizione di equinozi e solstizi lungo l’orbita terrestre è destinata a cambiare nel corso dei prossimi millenni. Per la seconda legge di Keplero la velocità areolare della Terra nella sua orbita attorno al Sole è costante, quindi significa che aree più grandi dell’ellisse sono coperte in tempi più lunghi.

Le stagioni autunnale e primaverile cominciano con l’equinozio, mentre quelle estiva ed invernale hanno inizio con il solstizio. In occasione di un equinozio, le ore di luce e buio della giornata si equivalgono; nei solstizi prevarranno invece o il dì o la notte, rispettivamente in estate e inverno.

Per la diversa distanza percorsa dalla Terra nell’arco delle stagioni, si ha che l’emisfero boreale beneficia di una maggiore durata dell’insolazione in primavera ed estate. Questo fenomeno è parzialmente compensato dal fatto che durante l’estate boreale la Terra si trova nel punto della sua orbita più lontano dal Sole (afelio), quindi l’irraggiamento complessivo ricevuto dal pianeta è leggermente minore rispetto al perielio, in cui è estate nell’emisfero australe. Tenendo conto dei due effetti si stima che l’emisfero nord riceva circa il 7 per cento di insolazione in più rispetto all’emisfero sud, godendo quindi di inverni leggermente meno freddi e di estati leggermente meno calde.

Si osservi comunque che fenomeni climatici globali, tra i quali la maggiore estensione degli oceani nell’emisfero sud (che, cedendo calore durante l’inverno rendono gli inverni meno freddi e le estati meno torride) e lo scambio di calore dall’equatore ai poli contribuiscono non poco a mitigare la differenza nelle escursioni climatiche tra i due emisferi indotta dal diverso tasso di insolazione.


Stagioni Meteorologiche

Le stagioni meteorologiche si basano su una convenzione umana di scienziati e climatologi, risultando così sfasate e in anticipo di circa venti giorni, rispetto all’effettiva data di equinozi e solstizi: nelle zone temperate delle medie latitudini comprendenti l’Europa centro-meridionale, tra cui anche l’Italia, la differenza fra le due tipologie di stagioni è minima.

Secondo il criterio “meteorologico”, l’inizio delle stagioni viene fatto coincidere col primo giorno dei mesi di passaggio contenenti i solstizi o gli equinozi, per la similiarità del clima con la stagione astronomica entrante. Mantenendo immutata la durata tipica di tre mesi, si ha quindi che:

  • La PRIMAVERA interessa i mesi di marzoaprile e maggio (1º marzo – 31 maggio)
  • L’ESTATE interessa i mesi di giugno, luglio e agosto (1º giugno – 31 agosto)
  • L’AUTUNNO interessa i mesi di settembre, ottobre e novembre (1º settembre – 30 novembre)
  • L’INVERNO interessa i mesi di dicembre, gennaio e febbraio (1º dicembre – 28/29 febbraio)

I mesi statisticamente più freddi, più caldi e intermedi corrisponderebbero effettivamente a quelli identificati da tali periodi: ad esempio il freddo invernale inizia generalmente ai primi di dicembre, il tepore primaverile a marzo, e così via, mentre i mesi col clima più estremo (solitamente gennaio e luglio) vengono a cadere nel mezzo, diventando cioè i mesi centrali delle rispettive stagioni meteorologiche.

FONTI e COLLEGAMENTI ESTERNI

La fonte di questo approfondimento è Wikipedia:

Il CALENDARIO ANNUALE

La stagionalità dei prodotti ortofrutticoli è particolarmente legata al territorio in cui viene praticata l’agricoltura, infatti ogni specie di frutta e verdura ha cicli di crescita e maturazione specifici e non dovrebbe essere possibile trovarla in vendita fuori stagione.

Al giorno d’oggi, tuttavia, una grande tipologia di prodotti (locali e internazionali) è reperibile tutto l’anno sia attraverso i prodotti di serra, sia per mezzo della surgelazione dei prodotti che permette in un secondo momento di poterli utilizzare.

Il consumo di prodotti di stagione comporta molteplici benefici per la salute, in particolare le caratteristiche nutrizionali di questi alimenti possono risultare alterate o incomplete a causa delle condizioni (in particolare climatiche) non idonee per la maturazione di tutte le sostanze nutritive che hanno un loro ciclo molto specifico di maturazione.

GENNAIO
FRUTTA
arance, mandarini, mele, melone invernale, pere, pompelmo
VERDURA
barbabietola, biete e coste, broccoli, cavoletti di Bruxelles, cavolfiore, cavolo cappuccio (bianco e rosso), cavolo nero, cavolo romano, cavolo verza, cime di rapa, finocchi, patate vitelotte, porri, radicchio, rape, sedano rapa, topinambur, zucca
FEBBRAIO
FRUTTA
arance, mandarini, mele, melone invernale, pere, pompelmo
VERDURA
barbabietola, biete e coste, broccoli, carciofi, cavoletti di Bruxelles, cavolfiore, cavolo cappuccio (bianco e rosso), cavolo nero, cavolo romano, cavolo verza, cime di rapa, finocchi, porri, puntarelle, radicchio, rape, sedano rapa, topinambur, zucca
MARZO
FRUTTA
arance, mele, pere, pompelmo
VERDURA
agretti, barbabietola, biete e coste, broccoli, carciofi, cavolfiore, cavolo cappuccio (bianco e rosso), cavolo nero, cavolo romano, cavolo verza, cime di rapa, cipollotti, finocchi, spinaci, porri, puntarelle, radicchio, rape, topinambur, zucca
APRILE
FRUTTA
arance, fragole, mele, pere
VERDURA
agretti, asparagi, barbabietola, biete e coste, carciofi, cavolfiore, cavolo cappuccio (bianco e rosso), cavolo verza, cime di rapa, cipollotti, fave, finocchi, piselli, puntarelle, spinaci, porri
MAGGIO
FRUTTA
albicocca, ciliegie, fragole, fragoline di bosco, mele, nespole, pere
VERDURA
agretti, asparagi, carciofi, cetrioli, cipollotti, fagiolini, fave, piselli, puntarelle, spinaci, zucchine
GIUGNO
FRUTTA
albicocca, anguria, ciliegie, fragoline di bosco, lamponi, mirtilli, nespole, pesche, ribes
VERDURA
asparagi, cetrioli, cipolle di Tropea, cipollotti, fagiolini, fave, melanzane, peperoni, piselli, pomodori, spinaci, zucchine
LUGLIO
FRUTTA
albicocca, anguria, fichi, lamponi, melone, mirtilli, pesche, ribes
VERDURA
cetrioli, cipolle di Tropea, cipollotti, fagiolini, melanzane, piselli, peperoni, pomodori, spinaci, zucchine
AGOSTO
FRUTTA
albicocca, anguria, fichi, lamponi, melone, mirtilli, more, pesche, ribes, uva
VERDURA
cetrioli, cipolle di Tropea, cipollotti, fagiolini, melanzane, peperoni, pomodori, spinaci, zucca, zucchine
SETTEMBRE
FRUTTA
cachi, castagne, fichi, kiwi, lamponi, mele, melone, more, pesche, ribes, uva
VERDURA
barbabietola, cetrioli, cipolle di Tropea, fagiolini, melanzane, patate vitelotte, peperoni, pomodori, radicchio, spinaci, zucca, zucchine
OTTOBRE
FRUTTA
arance, cachi, castagne, kiwi, mele, melograno, uva
VERDURA
barbabietola, biete e coste, broccoli, cavolfiore, cavolo cappuccio (bianco e rosso), cavolo nero, cavolo romano, cavolo verza, cime di rapa, finocchi, patate vitelotte, radicchio, topinambur, zucca
NOVEMBRE
FRUTTA
arance, cachi, castagne, kiwi, mandarini, mele, melograno, pere, pompelmo
VERDURA
barbabietola, biete e coste, broccoli, cavoletti di Bruxelles, cavolfiore, cavolo cappuccio (bianco e rosso), cavolo nero, cavolo romano, cavolo verza, cime di rapa, finocchi, patate vitelotte, porri, radicchio, rape, sedano rapa, topinambur, zucca
DICEMBRE
FRUTTA
arance, kiwi, mandarini, mele, melograno, melone invernale, pere, pompelmo
VERDURA
barbabietola, biete e coste, broccoli, cavoletti di Bruxelles, cavolfiore, cavolo cappuccio (bianco e rosso), cavolo nero, cavolo romano, cavolo verza, cime di rapa, finocchi, patate vitelotte, porri, radicchio, rape, sedano rapa, topinambur, zucca
PRODOTTI ANNUALI

Sul mercato sono reperibili, tendenzialmente tutto l’anno, diversi prodotti che possono essere:

  • naturalmente coltivabili
  • importate da diverse zone geografiche del nostro pianeta
  • conservata

FRUTTA

Naturalmente coltivabile
anacardi, arachidi, limoni, mandorle, nocciole, noci, pistacchi
Importata
ananas, avocado, banana, cocco, lime, mango, passion fruit

VERDURA

Naturalmente coltivabile
aglio, carote, cipolle, patate, rucola
Conservata
ceci, fagioli, lenticchie, lupini

ALTRE RISORSE

È disponibile il CALENDARIO 2021 in formato PDF, stampabile e ridimensionabile.

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