Appunti di Ingegneria Culinaria

MODULO di APPROFONDIMENTO

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Prevenzione Antinfortunistica

 SICUREZZA ALIMENTARE 

La vita e la salute di ogni lavoratore deve essere protetta dalle situazioni di pericolo che possono venirsi a creare sul posto di lavoro o durante l’adempimento delle mansioni lavorative, esistono pertanto delle normative specifiche in materia di prevenzione antinfortunistica sul posto di lavoro.

Nelle aziende il responsabile della prevenzione sanitaria è il datore di lavoro che, fra l’altro, è tenuto a predisporre e a gestire le postazioni, gli strumenti, gli apparecchi e gli impianti di lavoro e ad organizzare l’impresa in modo tale da proteggere i lavoratori da eventuali rischi che potrebbero pregiudicarne la vita e la salute.

A queste normative dobbiamo sommare tutte le disposizioni relative al regolamento HACCP che ogni professionista è tenuto a conoscere e rispettare rigorosamente.

INDICE DEI CONTENUTI

Norme Fondamentali

Un processo ben studiato è migliore di un controllo finale: realizzare e rispettare un piano di autocontrollo in grado di garantire la qualità igienico-sanitaria degli alimenti e la sicurezza sul lavoro, sta alla base del Sistema HACCP (Hazard Analysis Critical Control Point) e dunque sull’Analisi dei Pericoli e Controllo dei Punti Critici. Approfondiremo questo sistema in una sezione dedicata, per ora è importante concentrarci sulle PRINCIPALI NORME FONDAMENTALI per la PREVENZIONE ANTINFORTUNISTICA:

LABORATORIO DI CUCINA

  • ESTINTORI: oltre ad impararne il funzionamento, è fondamentale controllare la loro posizione all’interno degli ambienti del laboratorio e monitorare periodicamente la loro carica;
  • USCITE di SICUREZZA: è molto importante conoscere l’esatta ubicazione delle uscite di sicurezza, si tenga che le porte sono dotate di maniglie a leva o maniglione anti-panico e in alcuni casi presentano un dispositivo di allarme;
  • COMUNICAZIONE e PRONTO SOCCORSO: come previsto dal Decreto Ministeriale n. 388 del 15 luglio 2003, le aziende sono tenute (secondo la classificazione) a garantire una cassetta di pronto soccorso (custodita in un luogo facilmente accessibile ed individuabile con segnaletica appropriata, contenente la dotazione minima indicata in base alla classificazione) e un mezzo di comunicazione idoneo ad attivare rapidamente il sistema di emergenza del Servizio Sanitario Nazionale. Conoscere la posizione del telefono e dell’elenco dei numeri telefonici (di soccorso e del personale) oltre all’ubicazione della cassetta di pronto soccorso, è essenziale per essere sempre preparati ad intervenire in caso di emergenza;
  • ATTREZZATURE: oltre a verificare che tutte le attrezzature rispettino le normative di sicurezza, è fondamentale farsi spiegare il corretto utilizzo di tutte quelle che non si conoscono.

ELETTRICITÀ e GAS

  • Per quanto possa risultare banale, NON toccare MAI elementi elettrici con le mani bagnate, anche solo se umide;
  • Non aprire mai le apparecchiature prima di spegnerle;
  • Staccare sempre la corrente dagli apparecchi elettrici prima di pulirli;
  • Non utilizzare mai prolunghe o spine doppie, esiste il pericolo che possano surriscaldarsi e provocare un principio di incendio;
  • Non eseguire in proprio adattamenti di spine o prese, rivolgersi sempre al personale specializzato;
  • Non schiacciare e/o strattonare cavi di alimentazione, i fili elettrici possono danneggiarsi e nei casi peggiori i cavi provocare un principio di incendio o folgorazione;
  • Verificare che gli ugelli di tutte le apparecchiature a gas siano perfettamente puliti e nei casi di attrezzature più complesse (ad esempio i forni) programmare la manutenzione rivolgendosi sempre a personale specializzato;
  • Al termine di ogni turno di lavoro, verificare che TUTTE le ATTREZZATURE siano spente e che la valvola centrare del gas sia chiusa.

COLTELLERIA

  • Non appoggiare mai torcioni o qualsiasi oggetto sopra i coltelli, è fondamentale che siano sempre ben visibili;
  • Quando si cammina con un coltello in mano, è importante per la vostra sicurezza e quella dei vostri compagni tenere sempre la punta verso il basso ed a contatto alla coscia;
  • Nelle operazioni più complesse (ad esempio nel disossamento della carne o nella pulizia di grandi pesci) è importante utilizzare il grembiule ed i guanti protettivi in maglia metallica, maneggiando il coltello spingendo in direzione opposta rispetto al nostro corpo;
  • Utilizzare i coltelli specifici per ogni operazione e controllare che siano ben affilati;
  • Preservare i coltelli eseguendo quotidianamente la manutenzione e la sanificazione, conservandoli in modo sicuro ed evitando che le lame cozzino l’una contro l’altra.

NORME di COMPORTAMENTO

  • Non correre mai all’interno del laboratorio di cucina, il passo svelto è tollerato ma è importante prestare la massima attenzione alle proprie azioni ed a quelle degli altri;
  • Quando si cammina con qualsiasi oggetto tra le mani, ad esempio coltelli o recipienti, è importante informare gli altri del proprio passaggio e preferibilmente enunciandosi con “passo”;
  • Non lasciare mai sporgere i manici degli utensili (ad esempio le pentole) dal piano cottura o dai piani di lavoro;
  • Afferrare gli oggetti caldi utilizzando un torcione asciutto oppure dei guanti in silicone progettati per le alte temperature;
  • Nel caso in cui un qualsiasi liquido dovesse cadere sul pavimento, asciugare immediatamente per evitare incidenti sul lavoro;
  • Non sistemare e/o conservare recipienti contenenti liquidi su ripiani alti;
  • Non gettare mai vetri rotti o frammenti di ceramica nella pattumiera del secco, stoccarli all’interno di un contenitore e riciclarli in sicurezza;
  • Alla consegna di utensili caldi in plonge (ad esempio pentole, teglie da forno, pirofile, etc…) informare sempre i propri colleghi per evitare ustioni o incidenti sul lavoro.

Per completezza, è d’obbligo ricordare che a tutte queste norme fondamentali per la prevenzione antinfortunistica devono essere sommate quelle sulla SICUREZZA ALIMENTARE.

La Scienza della Sicurezza

La scienza della sicurezza è la disciplina che studia il rischio nelle sue varie forme, dirette ed indirette, con l’obiettivo di ridurlo fino ad annullarlo o controllarne le conseguenze. L’eliminazione completa del rischio è matematicamente impossibile perché le variabili del rischio sono infinite ed imponderabili ed è per questa ragione che si parla di ‘riduzione’ del rischio. Si configura come materia multidisciplinare e ad essa fanno riferimento molte aree tematiche e molte “sottodiscipline”: ogni area tratta un aspetto particolare della vita della persona, creando un insieme organico di cognizioni e misure, al fine di produrre come risultato l’incolumità e il benessere (sicurezza) della persona e di conseguenza della collettività. A partire dall’analisi del rischio si perviene alla definizione di una prevenzione massima possibile: questa condizione a cui si perviene viene chiamato rischio accettabile.

CONCETTI CHIAVE

  • Sicurezza: conoscenza che l’evoluzione di un sistema in un dato senso non manifesti stati indesiderati;
  • Rischio: probabilità che si verifichi un dato evento caratterizzato da una determinata gravità del danno sulle persone, sulle cose e/o sull’ambiente;
  • Pericolo: proprietà intrinseca di una sostanza, di una attrezzatura di lavoro o in generale di un evento, avente potenziale di creare danno;
  • Analisi: studio della statistica, dell’ambiente in questione, delle persone che operano e dell’attività che si svolge, al fine di produrre una valutazione del rischio;
  • Prevenzione: messa in opera ed in esercizio di tutte le misure derivate dall’analisi, per prevenire che accadano eventi pericolosi (e quindi dannosi);
  • Protezione: messa in opera ed in esercizio di tutte le misure per proteggere persone e cose dal rischio residuo. La protezione si distingue in collettiva e individuale, attiva o passiva. Le misure di protezione collettiva hanno priorità rispetto a quella individuale. La protezione attiva è quella che gli stessi operatori devono attivare (predisporre caschi, scarpe, estintori), mentre quella passiva interviene anche senza il comando umano (un esempio è l’impianto sprinkler antincendio);
  • Gestione: insieme di attività che si realizzano in fase sia normale che critica. La gestione in normale esercizio è quell’insieme di attività come la formazione, l’informazione, le manutenzioni, le verifiche, le esercitazioni, gli adeguamenti normativi e le procedure. La gestione in emergenza è la messa in atto delle protezioni manuali, quindi le evacuazioni, le chiamate di emergenza, il contenimento, lo spegnimento, il confinamento e l’allontanamento.

Per maggiori informazioni sulla Scienza della Sicurezza, è possibile consultare Wikipedia da cui è stato tratto questo breve approfondimento.

Simbolo ISO del Primo Soccorso

Simbolo ISO del Primo Soccorso

Il simbolo internazionale associato al primo soccorso è costituito da una croce bianca su sfondo verde, assegnato dalla International Organization for Standardization (ISO): questo simbolo si trova sulle cassette di pronto soccorso.

Simbolo ISO del Primo Soccorso

La Stella della Vita

Il simbolo che identifica i mezzi e il personale di soccorso è chiamato Stella della Vita ed è formato da una croce azzurra a sei braccia, all’interno della quale è raffigurato il cosiddetto bastone di Asclepio: un bastone attorno al quale è attorcigliato un serpente. Questo simbolo si trova su tutti i mezzi di soccorso come per esempio le ambulanze.

Croce Rossa

Croce Rossa

A volte si fa uso del simbolo costituito da una croce rossa su sfondo bianco, tuttavia l’uso di questo e di simboli analoghi è riservato alle società che compongono la Croce Rossa e Mezzaluna Rossa Internazionale e all’uso in situazioni di guerra, come simbolo per identificare il personale e i servizi medici (ai quali il simbolo garantisce protezione, in base alle Convenzioni di Ginevra e ad altri trattati internazionali), e quindi ogni altro utilizzo è improprio ed è punibile per legge.

Primo Soccorso

Il PRIMO SOCCORSO è l’insieme delle azioni che permettono di aiutare in situazioni di emergenza una o più persone in difficoltà vittime di traumi fisici e/o psicologici o malori improvvisi, nell’attesa dell’arrivo di soccorsi qualificati.

Una persona che resta vittima di un malessere, una malattia o un incidente, riceve soccorso da una o più persone che mettono in moto la cosiddetta catena della sopravvivenza: prende il via con la chiamata di emergenza da parte di chi trova una persona priva di coscienza, ferita o in pericolo, valutando innanzitutto quale può essere la causa per evitare di mettere ulteriormente in pericolo l’incolumità dell’infortunato e la propria.

Nessuna azione deve essere intrapresa prima di aver valutato la situazione, i pericoli relativi a gas, esalazioni tossiche e nocive, elettricità etc, possono anche essere non immediatamente evidenti.

La chiamata di emergenza va effettuata appena possibile, compatibilmente con le possibilità, dopo aver compiuto un esame primario.

Gli OBIETTIVI del PRIMO SOCCORSO possono essere racchiusi in tre semplici punti:

  • mantenere in vita l’infortunato, il che è in realtà lo scopo di ogni tipo di cura medica;
  • prevenire ulteriori danni a carico del malcapitato, il che significa sia proteggerlo da fattori esterni (ad esempio allontanandolo da fonti di pericolo), sia applicare determinate tecniche di soccorso che limitano la possibilità che le sue stesse condizioni peggiorino (ad esempio, premere su una ferita per rallentare il sanguinamento);
  • favorire la riabilitazione, la quale comincia già mentre si sta attuando il soccorso.

L’addestramento al primo soccorso comprende anche l’insegnamento delle regole che permettono di prevenire le situazioni di pericolo fin dall’inizio e insegna le diverse fasi del soccorso, infatti in campo medico esistono molti protocolli e tecniche di primo soccorso.

Uno dei protocolli di primo soccorso più diffusi al mondo è il Basic Life Support (BLS), cioè una sequenza di azioni atte a impedire o a limitare i danni in caso di arresto cardiaco.

Incidenti ed Intervento

Ferite Superficiali

  • lavarsi accuratamente le mani;
  • esaminare la ferita senza toccarla per vedere se ci sono corpi estranei;
  • con garze sterili e disinfettate pulire la pelle intorno alla ferita e la ferita stessa con un movimento dall’interno verso l’esterno;
  • asciugare la ferita con garza pulita e fasciare senza stringere troppo.

Ferite con Emorragia

  • sistemare l’infortunato in modo tale che la ferita sia più in alto rispetto al cuore;
  • se la ferita presenta corpi esterni, NON rimuoverli per evitare di aggravare ulteriormente la situazione ed oltre a rispettare le indicazioni per le ferite superficiali, aggiungere un’altra fasciatura che prema sulla ferita;
  • accompagnare l’infortunato al pronto soccorso e nei casi più gravi chiamare immediatamente l’ambulanza (118/112).

Piccole Ustioni

  • se la parte interessata è coperta da vestiti, toglierli con precauzione e se necessario tagliarli per agevolarne la rimozione;
  • sciacquare la zona lesa con acqua fredda per almeno quindici (15) minuti;
  • se necessario, stendere uno strato di pomata per ustioni;
  • applicare una compressa sterile sull’ustione e fasciare.

Scosse Elettriche

  • interrompere immediatamente l’elettricità;
  • controllare se l’infortunato respira, in caso contrario praticare la respirazione artificiale;
  • se l’infortunato è cosciente, somministrargli un po’ di acqua salata;
  • chiamare immediatamente l’ambulanza (118/112).

Distorsioni

  • immobilizzare immediatamente l’articolazione con una fasciatura;
  • chiamare immediatamente l’ambulanza (118/112).

Contusioni

  • se la parte contusa è rimasta schiacciata da un oggetto, liberarla con cautela;
  • praticare nella zona lesa impacchi di acqua fredda e/o ghiaccio istantaneo;
  • eventualmente immobilizzare la parte legandola con una stecca imbottita e trasportare l’infortunato al pronto soccorso;
  • nei casi più gravi chiamare immediatamente l’ambulanza (118/112).

Fratture

  • chiamare immediatamente l’ambulanza (118/112);
  • non spostare l’infortunato e non muovere la parte interessata.

BLS, Basic Life Support

Il Basic Life Support (in italiano sostegno di base alle funzioni vitali, noto anche con l’acronimo BLS) è una tecnica di primo soccorso che comprende la rianimazione cardiopolmonare (RCP) e una sequenza di azioni di supporto di base alle funzioni vitali.

La definizione BLS/D si riferisce al protocollo BLS con l’aggiunta della procedura di defibrillazione (che è lo standard progressivo nei corsi di formazione per soccorritori).

Lo scopo di tale tecnica è quello di mantenere ossigenati il cervello e il muscolo cardiaco, insufflando (con il rischio di contaminazioni se in presenza di sangue o altro materiale organico) nel caso in cui si presenti la situazione ci sono gli insuflatori che non danno contatto diretto con la persona ed è comunque sempre consigliabile l’arrivo di esperti per poter immettere artificialmente aria nei polmoni provocando, per mezzo di spinte compressive sul torace, un minimo di circolazione del sangue.

Il rischio principale collegato alla mancanza di soccorso in questi casi è il danno anossico cerebrale; si tenga a tal proposito presente che l’ossigeno (necessario appunto al cervello) è presente nell’aria-ambiente in percentuali medie del 21%, mentre quello presente nell’aria espirata dai polmoni è circa del 16% (vale a dire che, respirando, consumiamo soltanto circa un quinto dell’ossigeno presente nell’aria); questa constatazione ci fa capire come l’intervento con la respirazione artificiale semplice (con la bocca) o con la respirazione artificiale evoluta (pallone auto-espandibile, bombola di ossigeno, soccorso avanzato) possa realmente fare la differenza, giacché praticando la classica respirazione bocca a bocca, il soccorritore insufflerà nei polmoni della vittima un’aria il cui ossigeno è già stato parzialmente utilizzato (poiché il soccorritore ha inspirato ed espirato quell’aria), e perciò sarà un’aria meno efficace.

Altrettanto importante è la tempestività dell’intervento: dall’inizio dell’arresto cardio-circolatorio, mediamente le probabilità di sopravvivenza diminuiscono del 7-10% ogni minuto; già dopo 9-10 minuti, in assenza di RCP (sigla di Rianimazione Cardio-Polmonare), è molto difficile se non impossibile sperare il recupero del danno anossico cerebrale definitivo (ma i primi gravi danni al cervello si riscontrano dopo già 4 minuti di mancanza di ossigeno).

La DEFINIZIONE di INFORTUNATO Per paziente infortunato si intendono molte condizioni, tra le quali:

  • persona priva di coscienza (persona svenuta);
  • persona con un blocco meccanico delle vie aeree (oggetti nella gola dei bambini, acqua nei soggetti che affogano);
  • persona sottoposta a folgorazione elettrica;
  • paziente in totale arresto cardiaco con temporaneo stato di coma.

Il BLS Laico

La procedura di seguito descritta si basa sulle linee guida dell’European Resuscitation Council, ed è pensata per essere eseguita da chiunque (anche personale non sanitario), non richiede capacità mediche né l’utilizzo di particolari attrezzature e per questo è definito “BLS Laico”.

La procedura che prevede l’utilizzo di presidi (pallone Ambu, cannula faringea, ecc.), è pensata per il personale medico-infermieristico e per i soccorritori certificati ed abilitati.

Fare sempre riferimento al 118/112 prima di intervenire in qualunque modo sui pazienti, soprattutto se esposti a trauma.

Nel caso ci si trovasse nella situazione di dover applicare il BLS si consiglia fortemente, se si è a conoscenza di questa procedura, di intervenire.

Si consiglia inoltre a tutti di frequentare i corsi gratuiti alla cittadinanza organizzati dalle varie organizzazioni di soccorso presenti sul territorio: la spiegazione è sicuramente più approfondita di quella che può dare la semplice lettura di un testo e in più c’è la presenza di simulazioni pratiche.

Va detto inoltre che le linee guida dell’ERC cambiano e si aggiornano col tempo: le ultime sono quelle del 2015, che apportano non poche modifiche alle precedenti (ricerca del punto di compressione, entità dell’insufflazione, ecc.)

VALUTAZIONE della SCENA

All’arrivo sulla scena, prima di effettuare qualsiasi azione sul soggetto, il soccorritore deve accertarsi che la zona in cui agisce sia priva di pericoli che potrebbero pregiudicare la salute del soccorritore e dell’assistito.

Per esempio, è necessario prestare la massima attenzione nell’accertarsi che il soggetto non sia a contatto con parti sotto tensione, che non vi siano odori di gas o liquidi dannosi, che non siano presenti cavi elettrici sotto tensione; un altro fattore da tener presente è, d’inverno, la possibile fuoriuscita di monossido di carbonio da caldaie o stufe malfunzionanti.

Nel caso in cui la zona non sia sicura è necessario avvertire le autorità competenti, ad esempio i Vigili del fuoco.

Se la zona è sicura, allora è possibile procedere con le manovre del BLS.

La rianimazione viene praticata esclusivamente su un soggetto incosciente, che non risponde al richiamo verbale e agli stimoli tattili (per esempio, se scosso).

Valutare se il soggetto è vittima di un malore oppure di un trauma; nel secondo caso non muovere il paziente e contattare immediatamente il 118/112.

Nel caso in cui, trovandosi di fronte alla vittima incosciente di un trauma, si debba obbligatoriamente intervenire (non c’è possibilità di chiamare soccorsi oppure si è preposti a questa funzione: es. assistente bagnanti, personale medico, ecc.), bisogna sapere che il BLS avrà due procedimenti leggermente diversi a seconda che si tratti di malore (o l’annegamento) o specificamente di trauma; perciò va detto che quando non si ha la possibilità di valutare con certezza la causa dell’evento (per es. non si era presenti e non ci sono né testimoni né segni evidenti di cosa possa essere avvenuto), bisogna agire considerando l’infortunato vittima di “trauma sospetto”, operando quindi appunto come se il trauma fosse realmente avvenuto.

VALUTAZIONE dello STATO di COSCIENZA

Il soccorritore che ha valutato che il luogo in cui si trova e in cui deve operare è sicuro, incomincia la valutazione dello stato di coscienza.

La comunicazione con la persona deve avvenire sfruttando tutti i cinque sensi. Posti di fronte al corpo steso, per evitare movimenti del collo dell’infortunato, la persona deve essere scossa leggermente per le spalle e chiamata ad alta voce.

Si noti che il solo stimolo vocale può risultare inutile in caso di persone sorde.

Nell’eseguire questa operazione, il soccorritore presterà attenzione nel reggere una mano dell’assistito, per prevenire la propria incolumità nel caso questo si risvegli e, in preda al panico o sotto l’effetto di stupefacenti, tenti di aggredire il soccorritore.

Se il paziente non reagisce, allora la persona è definita incosciente e va fatta immediata richiesta a chi ci sta vicino di chiamare il numero telefonico per le emergenze mediche 118/112, dichiarando che la persona è in stato di incoscienza.

Nel caso in cui il paziente sia cosciente, può essere comunque allertata la centrale per l’invio di personale qualificato al fine di controlli più accurati.

Valutato lo stato di coscienza, si prosegue con le manovre di BLS.

ABC, Airway, Breathing, Circulation

La seconda fase del BLS consiste in una procedura che viene denominata ABC, dalle iniziali delle parole inglesi Airway, Breathing, Circulation.

Per iniziare l’ABC il soccorritore deve porre la persona su un piano rigido (generalmente per terra) con gli arti e la testa allineati in posizione supina (pancia in alto) e con il torace scoperto.

Nel fare ciò si deve tenere presente che l’infortunato può aver subito un trauma e quindi presentare lesioni al rachide cervicale.

A questo punto si inizia la valutazione vera e propria:

  • Airway: il pericolo che corre una persona incosciente è l’ostruzione delle vie aeree: anche la stessa lingua può cadere all’indietro e impedire la respirazione, a causa della perdita di tonicità della muscolatura. Prima di ogni altra cosa si procede al controllo del cavo orale tramite la “manovra a borsellino” che si effettua ruotando assieme l’indice e il pollice sulla bocca del paziente, come se si dovesse aprire un portaspiccioli. Se sono presenti oggetti che ostruiscono le vie respiratorie vanno rimossi, con pinze, non introducendo mai le dita in bocca all’infortunato e facendo attenzione a non spingere il corpo estraneo ancora più in profondità. Se è presente acqua o altro liquido (per esempio dopo un annegamento) bisognerà inclinare lateralmente la testa dell’infortunato per permettere al liquido di fuoriuscire, mentre se c’è il sospetto di un trauma del rachide cervicale, bisognerà ruotare su un fianco l’infortunato in modo da non muovere il collo. Una volta verificata la pervietà delle vie aeree e quindi l’assenza di oggetti che possano ostruire il passaggio dell’aria si effettua l’iperestensione della testa, proprio per evitare un auto-soffocamento con la lingua (questa manovra va fatta successivamente all’ispezione orale per non spingere ancora più in basso eventuali corpi estranei presenti all’interno). Per effettuare la manovra dell’iperestensione, vanno poste una mano sulla fronte, per portare indietro la testa, e due dita sotto il mento, per sollevarlo. La manovra di iperestensione non dovrà essere violenta né brusca (il collo è molto delicato) ma dovrà comunque essere efficace. Sempre per questa ragione, nel caso vi sia un trauma cervicale anche solo sospetto, l’iperestensione dovrà essere sempre evitata insieme con tutti gli altri movimenti del paziente: solo se dovesse rendersi assolutamente necessaria (in caso ad esempio di un paziente in arresto respiratorio), la manovra dovrà essere solo parziale. La posizione di iperestensione va mantenuta fino alla fine della valutazione ABC.
  • Breathing: dopo la fase di Airway è necessario controllare se l’infortunato respira. La posizione ideale per farlo è accostare la guancia alla sua bocca (a circa 3–5 cm), avendo preventivamente scoperto il torace dagli abiti, osservo il torace. Questa manovra è detta “GAS” che sta per Guardo, Ascolto, Sento: 1) Guardare il movimento del torace; 2) Ascoltare il respiro; 3) Sentire il flusso d’aria sulla guancia; Questa osservazione deve essere mantenuta per 10 secondi, contando ad alta voce, mantenendo la testa del paziente iperestesa nel caso si sia certi dell’assenza di un trauma, (nel trauma è necessario mantenere la posizione neutra del capo e liberare le vie aeree a mezzo della sublussazione della mandibola, onde evitare lesioni al rachide cervicale). Contare ad alta voce serve a chi interviene nel frattempo, e conosce i fondamenti della BLS, a capire senza interrompervi che può essere necessario il suo aiuto. È necessario fare attenzione a non confondere ansimi e gorgoglii emessi in caso di arresto respiratorio con la respirazione normale.
  • Circulation: mentre si effettua la manovra GAS il soccorritore valuta se sono presenti elementi che manifestino la presenza di circolazione interna: movimenti della persona, degli arti, colpi di tosse, respiro. La manovra è definita MO.TO.RE. (MOvimenti, TOsse, REspiro). Oltre a queste due operazioni, è possibile la ricerca del polso, preferibilmente carotideo (premere con i polpastrelli di indice e medio sulla carotide, posta lateralmente al pomo di Adamo), giacché permette la percezione di battito cardiaco anche a una pressione arteriosa sistolica (massima) di 50 mmHg, mentre il polso radiale e femorale non permettono di reperire battito con pressione arteriosa sistolica inferiore a 80 mmHg. Comunque, poiché non è facile cercare il polso carotideo soprattutto se non si è esperti, la presenza di MO.TO.RE., anche quando il polso carotideo non è apprezzabile, è una prova certa che il cuore sta battendo. La ricerca di segni di circolo (MO.TO.RE.) non deve in nessun modo ritardare le operazioni di soccorso, per cui in caso di dubbio, si assume che l’attività cardiaca sia assente. In assenza di MO.TO.RE. è indispensabile incominciare la rianimazione cardio-polmonare (RCP). Se si è da soli a soccorrere si chiama in questo momento il 118/112. Se i soccorsi sono stati già chiamati, è importante confermare che c’è una persona in arresto respiratorio e senza segni di circolo.

RCP, Rianimazione Cardiopolmonare

Le nozioni e le informazioni riguardanti procedure mediche e di soccorso hanno un fine unicamente illustrativo e non permettono di acquisire la manualità e l’esperienza indispensabili per il loro uso o la loro pratica. Se non sei un esperto o un professionista, rivolgiti ad una associazione che svolga corsi per apprendere le tecnche di primo soccorso.

 

In caso di dubbio o di bisogno, è consigliabile rivolgersi ad un medico o, in casi più urgenti, contattare il servizio di emergenza sanitaria al numero unico di emergenza 112 o al numero 118.

La procedura della Rianimazione Cardiopolmonare, da effettuarsi su un paziente su una superficie rigida (una superficie morbida o cedevole rende completamente inutili le compressioni) consiste in queste fasi:

  • Il soccorritore si inginocchia a fianco del torace, con la sua gamba all’altezza della spalla dell’infortunato;
  • Rimuove, aprendo o tagliando se necessario, gli abiti dell’infortunato. La manovra richiede il contatto con il torace, per essere sicuri della corretta posizione delle mani;
  • Colloca le mani direttamente sopra lo sterno, una sopra all’altra, al centro del petto. Per evitare di rompere le costole in caso di paziente potenzialmente affetto da fragilità ossea (età avanzata, osteogenesi imperfetta, ecc.), solo il palmo delle mani dovrebbe toccare il torace. Più in particolare, il punto di contatto dovrebbe essere l’eminenza palmare, ovvero la parte più inferiore e vicina al polso del palmo, che si presenta più dura e posta in asse con l’arto. Per facilitare questo contatto può essere utile intrecciare le dita e sollevarle leggermente;
  • Sposta il peso verso avanti, rimanendo sulle ginocchia, fino a che le sue spalle non sono direttamente sopra le mani;
  • Tenendo le braccia dritte, senza piegare i gomiti, il soccorritore si muove su e giù con determinazione facendo perno sul bacino. Per essere efficace, la pressione sul torace deve provocare un movimento di circa 5–6 cm per ciascuna compressione. È fondamentale, per la riuscita dell’operazione, che il soccorritore rilasci completamente il petto dopo ogni compressione, evitando assolutamente che il palmo delle mani si stacchi dal torace causando un dannoso effetto di rimbalzo;
  • Il ritmo di compressione corretto deve essere di almeno 100 compressioni al minuto ma non superiore a 120 compressioni al minuto, ovvero 3 ogni 2 secondi;
  • Ogni 30 compressioni, è necessario praticare 2 insufflazioni con la respirazione artificiale. La testa viene ruotata all’indietro, il soccorritore chiude il naso con una mano mentre estende la mandibola con l’altra per mantenere la bocca aperta. Si noti che, dimenticando di chiudere il naso, l’operazione risulterà completamente inefficace. È fondamentale che durante le insufflazioni il capo rimanga iperesteso, giacché una scorretta posizione delle vie aeree espone la vittima al rischio che entri aria nello stomaco, provocando così facilmente rigurgito. Quest’ultimo è provocato anche dalla potenza con cui si soffia: se si soffia troppo forte si manda aria nello stomaco. La respirazione bocca a bocca comporta l’insufflazione forzata di aria nel sistema respiratorio dell’infortunato, con l’ausilio di una mascherina o di un boccaio. In caso di mancanza, un fazzoletto di cotone può essere impiegato per proteggere il soccorritore dal contatto diretto con la bocca dell’infortunato. Le nuove linee guida del 2010 mettono in guardia il soccorritore dai rischi dell’iperventilazione: aumento eccessivo della pressione intratoracica, rischio di insufflazione di aria nello stomaco, ridotto ritorno venoso al cuore; per questa ragione le insufflazioni non devono essere eccessivamente energiche, ma emettere una quantità d’aria non superiore a 500–600 cm³ (mezzo litro, in un tempo non superiore al secondo). In ultimo va ricordato che l’aria inspirata dal soccorritore prima di insufflare deve essere il più possibile “pura”, e cioè contenere la più alta percentuale possibile di ossigeno: per questo tra un’insufflazione e l’altra il soccorritore dovrà alzare la testa per inspirare a una distanza sufficiente perché non inspiri l’aria emessa dalla vittima, che presenta una densità di ossigeno minore;
  • Ritorna dalla parte del torace e riposiziona le mani nella posizione corretta;
  • Ripete il ciclo di 30:2 per un totale di 5 volte controllando alla fine se esistono segni di MO.TO.RE., ripetendo la procedura senza mai fermarsi, tranne che per esaurimento fisico o per l’arrivo dei soccorsi;
  • Se invece i segni di MO.TO.RE. ritornano presenti (la vittima muove un braccio, tossisce, muove gli occhi, parla, ecc.), occorre tornare al punto B: se quindi la respirazione è presente, si potrà disporre la vittima in PLS (Posizione Laterale di Sicurezza), altrimenti si dovranno eseguire soltanto ventilazioni (10-12 al minuto), ricontrollando ogni minuto i segni di MO.TO.RE. fino alla ripresa completa della respirazione normale (che è di circa 10-20 atti al minuto);
  • La rianimazione deve sempre cominciare con le compressioni salvo nel caso in cui si tratti di trauma o la vittima sia un bambino: in questi casi si comincerà con 5 insufflazioni, per proseguire normalmente con l’alternanza compressioni-insufflazioni. Questo avviene perché in caso di trauma si presume che l’ossigeno presente nei polmoni dell’infortunato non sia in quantità sufficiente a garantire l’efficienza della circolazione sanguigna; a maggior ragione, a titolo precauzionale, si incomincerà con le insufflazioni in caso la vittima sia un bambino, in virtù del fatto che è presumibile che un bambino, godendo di buone condizioni di salute, si trovi in stato di arresto cardiaco per cause dovute con maggiore probabilità a trauma o a un corpo estraneo penetrato nelle vie aeree.

Il soccorritore smetterà il massaggio cardiaco esclusivamente se:

  • si modificano le condizioni del luogo, che non diventa più sicuro. In caso di grave pericolo il soccorritore ha il dovere di mettersi in salvo;
  • arriva l’ambulanza con medico a bordo o l’auto medica inviata dal 118/112;
  • arriva soccorso qualificato con una più efficace attrezzatura;
  • è sfinito e non ha più forze (anche se in questo caso in genere si chiedono i cambi, che dovranno avvenire a metà delle 30 compressioni, in maniera tale da non interrompere il ciclo compressioni-insufflazioni);
  • il soggetto riprende le funzioni vitali.

Quindi nel quale ci fosse un arresto cardiopolmonare bisogna intervenire con la respirazione bocca a bocca. Per completezza, in questo video a cura del Dott. Francesco Pastore (pediatra e formatore di istruttori BLSD/PBLSD) sono sono illustrate le manovre di rianimazione cardiopolmonare da praticare in un adulto, ovvero un soggetto oltre gli 8 anni di vita.

La PLS, Posizione Laterale di Sicurezza

Se la respirazione torna a essere presente, ma il paziente è ancora in stato di incoscienza e non si suppone un trauma, esso va posizionato in posizione laterale di sicurezza.

Per far ciò bisogna flettere un ginocchio e portare il piede della medesima gamba sotto il ginocchio della gamba opposta. Bisogna far scivolare il braccio opposto alla gamba flessa sul terreno finché non sia perpendicolare al tronco.

L’altro braccio va posto sul torace, in modo che la mano passi sul lato del collo. Successivamente il soccorritore deve porsi sul fianco che non presenta il braccio esteso esternamente, infilare il proprio braccio fra l’arco formato dalle gambe del paziente e con l’altro afferrare la testa.

Facendo leva sulle ginocchia, bisogna far rotolare delicatamente il paziente sul fianco del braccio esterno, accompagnando il movimento della testa.

La testa va poi iperestesa e mantenuta in tale posizione sistemando sotto la guancia la mano del braccio che non tocca terra. Questa posizione ha lo scopo di mantenere le vie aeree pervie ed evitare che improvvisi getti di vomito occludano la cavità respiratoria ed entrino nei polmoni, danneggiandone l’integrità.

Con la posizione laterale di sicurezza ogni liquido emesso viene espulso fuori dal corpo.

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